Termovalorizzatore, il Comune frena la Regione: «Nessuna intesa, il confronto doveva precedere il bando»

Il Consiglio regionale ha approvato un ordine del giorno per avviare un tavolo con Genova e individuare il sito dell’impianto. Palazzo Tursi nega che ci sia stato un accordo e contesta i tempi del confronto

Il Consiglio regionale ha approvato un ordine del giorno che impegna la giunta ligure a istituire, d’intesa con il Comune di Genova, un tavolo istituzionale permanente sul termovalorizzatore. Il testo ha ricevuto 17 voti favorevoli, tutti del centrodestra, e 9 contrari, espressi dai gruppi di centrosinistra e dal Movimento 5 Stelle. L’obiettivo indicato è individuare un sito per il nuovo impianto e arrivare alla chiusura del ciclo dei rifiuti in Liguria.

La proposta è stata presentata dal consigliere regionale Federico Bogliolo, di Vince Liguria, e ha ottenuto il parere favorevole dell’assessore regionale al Ciclo dei rifiuti Giacomo Giampedrone. A sostegno dell’impianto, la Regione richiama il proprio Piano di gestione dei rifiuti, che lo considera una componente necessaria per ridurre la dipendenza dalle discariche e contenere i costi di smaltimento.
Dopo il voto, Bogliolo e il capogruppo di Vince Liguria Matteo Campora hanno chiesto di passare all’individuazione del sito, sostenendo che l’esportazione dei rifiuti fuori regione contribuisce ad aumentare i costi a carico dei cittadini. I due esponenti hanno indicato in oltre 830 mila tonnellate la produzione annua di rifiuti in Liguria e attribuito a Genova circa due terzi del totale. Hanno inoltre descritto il progetto come un impianto di ultima generazione, a basso impatto ambientale e in grado di produrre ricadute economiche e occupazionali.
La risposta del Comune è arrivata con una precisazione della giunta: tra Palazzo Tursi e la Regione, afferma l’amministrazione, non è stata raggiunta alcuna intesa sul tavolo e un’intesa non sarebbe stata richiesta al Comune nei mesi scorsi. La formulazione dell’ordine del giorno, che prospetta un confronto con Genova, non corrisponde quindi a un accordo già condiviso tra i due enti.
Il nodo sollevato dal Comune riguarda soprattutto la sequenza delle decisioni. Secondo l’amministrazione, il confronto tra gli enti locali avrebbe dovuto orientare le scelte della Regione prima della pubblicazione del bando, così da discutere per tempo la localizzazione e gli altri aspetti del progetto. Palazzo Tursi osserva inoltre che un percorso di confronto non è stato avviato neppure con la Val Bormida, territorio già coinvolto nel dibattito sulla possibile localizzazione dell’impianto.
La giunta comunale si dice disponibile a discutere, ma ritiene che il dialogo debba precedere gli atti amministrativi. Il timore espresso è che un confronto avviato soltanto dopo la pubblicazione del bando regionale non riesca a correggere le criticità del percorso e possa esporre la procedura al rischio di fallimento. Le due posizioni restano dunque distanti: la Regione punta a sbloccare il progetto attraverso un tavolo istituzionale, mentre il Comune contesta che l’iniziativa arrivi quando una parte delle decisioni è già stata presa.
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